Due giornalisti del Secolo XIX di Genova, Menduni e Sansa, denunciano da tempo le imposte non pagate dai Monopoli di Stato. Tenetevi forte, sono 98 MILIARDI DI EURO.
Dove sono finiti questi soldi? Ai partiti, alle Mafie, a privati cittadini? Tangentopoli in confronto sembra una barzelletta e Valentino Rossi un bambino che ha rubato le caramelle.
Visco se ci sei batti un colpo, dato che le federazioni dei Ds sono proprietarie di sale Bingo. Fini e Alemanno, così impegnati sui costi della politica, chiedete informazioni ai vostri consiglieri delle società concessionarie delle slot machine.
Di seguito la lettera di Menduni e Sansa al signor Tino, direttore dei Monopoli di Stato.
Secondo il rapporto di una commissione di inchiesta parlamentare e secondo gli uomini della Guardia di Finanza infatti, tra imposte non pagate e multe non riscosse le società concessionarie delle slot machine devono allo Stato 98 miliardi di euro. Sarebbe una delle più grandi evasioni della storia d’Italia
Con quel denaro si potrebbero costruire metropolitane in tutte le principali città d’Italia. Si potrebbero comprare 1.000 Canadair per spegnere gli incendi. Potremmo ammodernare cinquecento ospedali oppure organizzare quattro olimpiadi. Si potrebbero realizzare impianti fotovoltaici capaci di fornire energia elettrica a milioni di persone oppure si potrebbe costruire la migliore rete di ferroviaria del mondo.
che fine hanno fatto quei 98 miliardi di euro che secondo la Finanza sono stati sottratti alle casse dello Stato?
Finora non ci sono risposte. Pochi lo sanno, ma i Monopoli gestiscono il commercio del tabacco e del gioco d’azzardo legalizzato. Insomma, un tesoro, su cui i partiti si sono lanciati da anni: An ha suoi rappresentanti proprio nei consigli di amministrazione delle società concessionarie delle slot machine, mentre le federazioni dei Ds sono proprietarie di molte sale Bingo.
tratto dal blog di beppe grillo
mercoledì 31 ottobre 2007
Imposte non pagate dai Monopoli di Stato,sono 98 MILIARDI DI EURO.perchè non se ne parla più,che fine hanno fatto?
sabato 9 giugno 2007
se vi sembra normale
Canone Rai. Nel mirino pc e videofonini
Tassati anche videocitofoni, modem e lettori dvd
Lotta dura all’evasione, quindi. Peccato che a estrarre il portafogli potrebbero essere anche coloro che non guardano la televisione. Il canone deve essere infatti pagato da “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi. Trattandosi di un’imposta sul possesso o sulla detenzione dell'apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall’uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive”.
L’associazione dei consumatori Aduc, sollecitata da migliaia di segnalazioni, ha avviato un’inchiesta per capire chi è tenuto davvero a pagare la tassa. Per farlo ha interpellato gli operatori del “Risponde Rai”, il ministero delle Finanze, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate e ha scoperto che la nebulosità della norma in questione, che contempla genericamente gli apparecchi adattabili alla ricezione, ha aperto la strada a molte interpretazioni. Secondo gli operatori della Rai, ha reso noto l’associazione, sono soggetti all’imposta moltissimi apparecchi elettronici: registratore dvd, videofonino, tvfonino, Ipod e apparecchi mp3 o mp4 provvisti di schermo, monitor a sé stante (senza computer annesso), videocitofono, modem, decoder, videocamera e alcuni tipi di macchina fotografica digitale. Chiunque costituisca un nucleo familiare autonomo è quindi tenuto a pagare l'imposta. Anche se l'unico schermo che ha in casa è quello del suo computer. O del videocitofono.“È evidente – hanno quindi concluso dall’Aduc – che la situazione è paradossale e, in un certo senso, tragica. Si rafforza il nostro convincimento per l’abolizione di questa tassa”.
tratto da alice finanza