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domenica 7 ottobre 2007

COMUNICATO ADUSBEF



CUNICATO STAMPA



MUTUI: SE LA CRISI,SECONDO BCE,PESERA’ SUI FINANZIAMENTI NEL PROSSIMO TRIMESTRE, LE BANCHE ITALIANE PRESENTERANNO UNA ULTERIORE STRETTA CREDITIZIA SU FIDI E PRESTITI, FACENDOCI LA CRESTA,E DI CONSUETO.



Se la crisi dei mutui sub-prime, i cui effetti devastanti erano stati negati dalle banche italiane e dalle inerti e collaterali autorità monetarie,peseranno sui finanziamenti nel prossimo trimestre,come afferma la BCE,soprattutto le banche italiane presenteranno una ulteriore stangata su mutui e prestiti quantificabile in circa 180 euro su base annua, facendoci addirittura la cresta,come ga fatto il pesce pilota Banca Intesa,che dal 1 ottobre u.s. ha aumentato i tassi sui mutui dallo 0,40 fino all’1 per cento.

Dal rapporto della Bce sul mercato del credito in Europa,è emerso infatti che le banche di Eurolandia ritengono che la crisi dei mutui subprime possa pesare sul mercato del credito nei prossimi tre mese, e che già gli standard per la concessione del credito immobiliare ed alle imprese, sono diventati più rigidi nel corso del terzo trimestre e le banche europee ritengono che nel quarto periodo dell'anno, ci sarà un'ulteriore riduzione nell'accesso al credito sia da parte delle stesse banche che dei consumatori.

Le banche italiane,sostenute e fiancheggiate da Bankitalia,avranno così ulteriori pretesti per allargare ancora di più con l’Europa la forbice dei tassi,che attualmente è di 1,06 punti sui mutui, di 1,21 punti sul credito al consumo,scaricando i costi dell’inefficienza e delle politiche predatorie sulle spalle dei consumatori, con rate medie più care di circa 15 euro al mese da novembre, per un mutuo medio di 100.000 euro.

Gli italiani,che già pagano con questo gap con l’Europa,rate maggiori di 750 euro l’anno,ben 22.000 euro in più alla fine del rimborso rispetto agli altri consumatori europei, prima o poi presenteranno il conto ad una casta di banchieri,che aveva fatto credere che le fusioni bancarie avrebbero abbattuto i costi e non già incrementato utili di bilancio e stock option di manager avidi ed approfittatori che continuano a speculare sulla elle delle famiglie e delle imprese.



TASSI MEDI BANCARI A FAMIGLIE IN AREA EURO E IN ITALIA (nuove operazioni)
SU CREDITO AL CONSUMO (da 1 a 5 anni) e MUTUI (Oltre 10 anni)
Fonte: Bollettini BCE (9-2007) e Supplemento al Bollettino stat. Bankitalia N° 51 del 31-8-2007)


Italia Tassi %
Area euro Tassi %
Differenza assoluta

Italia-Eurolandia

Febbraio 2007




Credito al consumo
8,16
6,86
+ 1,30

Mutui
5,51
4,57
+ 0,94






Aprile 2007




Credito al consumo
7,95
6,72
+ 1,23

Mutui
5,67
4,64
+ 1,03






LUGLIO 2007




Credito al consumo
7,98
6,77
+ 1,21

Mutui
5,96
4,90
+ 1,06






Elio Lannutti (Presidente Adusbef)

tratto da contributi.it



IL SILENZIO-ASSENSO, LA TRATTENUTA DELLO 0,35%, L'INPDADP E I SUOI MUTUI AGEVOLATI:

siamo andati a verificare e abbiamo fatto i conti: secondo voi tornano?

Dal 1 novembre 2007 tutti i dipendenti pubblici avranno una trattenuta “facoltativa” dello 0,35% sullo stipendio lordo, con la formula del silenzio/assenso. Lo stesso vale per i pensionati dell’impiego pubblico o enti collegati che subiranno una trattenuta dello 0,15% sulle pensioni ( oltre i 600 € mensili ).

Per chi verserà la trattenuta sarà così possibile accedere ai Mutui e ai finanziamenti “agevolati” dell’INPDAP. Tralasciando la formula del silenzio/assenso per i dipendenti pubblici, che col passaparola potranno anche essere informati della possibilità di recedere dal pagamento,prevederlo anche per i pensionati è un comportamento davvero etico e sociale?

Una anziana ottantenne che certamente di un mutuo agevolato non se ne fa nulla saprà mai che la trattenuta non è obbligatoria e che per recedere basta inviare, entro il 31 Ottobre corrente, una comunicazione scritta in cui si dichiara di non aderire alla ritenuta prevista nel decreto?

Siccome i vantaggi non compensano i costi sostenuti, come di seguito documentato, rendiamo disponibile su Contributi.it cliccando qui, il modulo ufficiale che dovrà essere compilato ed inoltrato alla sede provinciale di residenza ( vedi elenco su http://www.inpdap.gov.it/).

Contributi.it ha fatto qualche conto sui Mutui Agevolati INPDAP e sul sistema previsto dalla legge e dalla nuova finanziaria 2007.

I dipendenti pubblici sono circa 3.213.000 per un costo complessivo in stipendi di circa 140 MLD di euro (dati Ragioneria di Stato, 2003).

Il che vuol dire che la trattenuta del 0,35% su uno stipendio lordo medio statale sarà di poco più di 12,50€ al mese all’incirca 150 euro l’anno. L’introito per lo stato si aggirerà sui 480 ML di euro l’anno oltre a quelli che deriveranno dalle pensioni statali superiori ai 600 euro. Secondo l’INPDAP le pensioni in pagamento: sono 2.366.211. Quante sono le effettive sopra i 600 euro non è dato sapere, ma presumibilmente la quasi totalità.

Fin qui nulla da eccepire perché quei soldi dovrebbero aiutare coloro che hanno più bisogno perchè potranno accedere a finanziamenti e mutui agevolati. Ma sapete quanti sono i mutui edilizi erogati ad oggi a partire dal 1994 anno in cui è stato introdotto l’istituto? 2.061, (dati sito INPDAP) diciamo una media di 170 mutui l’anno, su oltre 5,5 milioni di aventi diritto (cioè lo 0,037%) .



Secondo l'ultimo regolamento INPDAP del 14 Aprile 2007 (vedi documento a pag.12) i tassi sono stabiliti così:" mutui a tasso variabile di durata di 10/15/20/25/30 anni: tasso del 3,50% per il primo anno e, con decorrenza dalla terza rata, tasso variabile pari all'“Euribor” a 6 mesi, calcolato su 360 giorni, maggiorato di 100 punti base (...). Il 27 agosto l'Euribor a 6 mesi era il 4,74%. Quindi, maggiorato di 100 punti base abbiamo un tasso sul mutuo di: 5,74% più i costi di perizia (circa 300€), istruttoria (0,50% sul mutuo) ecc.

Verificando su più banche online abbiamo tassi sul mutuo variabile che variano dal 5,19% al 5,59% di Banca per la Casa col prodotto BasicWeb Variabile (al 27 agosto 2007) che ha il vantaggio di avere zero costi istruttoria e zero spese perizia e incasso rata!

Qualcosa non torna ed allora abbiamo voluto fare qualche ricerca approfondita ed altri conti.
Sul sito del governo si può simulare una richiesta di mutuo all'INPDAP ed è possibile verificare l’ammortamento: www.inpdap.gov.it/webinternet/credito/CalcoloMutui/calcolomutui.asp

Da questo ne abbiamo fatto un confronto con i tassi fissi attualizzatialtre al 27 agosto 2007 con altre banche.

Con un mutuo a tasso fisso di 100.000€ per 30 anni: la rata trimestrale prevista per il “mutuo agevolato” INPDAP è di 1776,73€ per una rata mensile quindi di euro 592,24.

Inoltre è previsto uno 0,50% in più di spese amministrative, nel nostro caso pari a euro 500, più spese di perizia, circa altre 300€.

Molte banche che operano online, offrono per mutui eguali nell’importo e nella durata una rata mensile dai 10 ai 30 euro meno, senza spese di istruttoria, perizia o spese di incasso rata.
Facciamo un confronto con il prodotto BasicWeb di Banca per la Casa – Unicredit, al tasso dello stesso giorno, propone una rata mensile di euro 583,58 perizia, istruttoria e incasso rata gratuite.


Facciamo un confronto a tabella tra il Mutuo agevolato a tasso fisso INPDAP e quello di Banca per la Casa (ma il discorso vale anche per molte altre banche)

Voce di costo

Mutuo INPDAP

Mutuo BpC

Rata mensile

592,24€

583,58€

Costi perizia

Circa 300€

0€

Costi amministrativi (0,50% sul richiesto)

500€

0€

Assicurazioni

Obbligatorie standard

Obbligatorie standard

Altre spese

850€ circa + Assicurazione

Assicurazione

(tabella comparativa ai tassi del 27-08-07 – fonti: sito www.inpdap.gov.it e www.BancaperlaCasa.it - le condizioni sono indicative e soggette ad approvazione degli istituti di riferimento)

Questo è quanto risulta dai nostri conti secondo le indicazioni previste dal sito governativo Indpdap.gov.it. Il costo del solo mutuo cosiddetto agevolato Inpdap è maggiore di un mutuo normale trovato in rete.

Considerando l’intero ammortamento su 30 anni (escludendo i costi assicurativi per entrambi che sono a parte), il “mutuo agevolato” INPDAP costa, secondo i dati ufficiali del sito Inpdap, complessivamente circa 3.970 euro in più rispetto al solo Mutuo preso ad esempio (ma il confronto vale per molti altri prodotti).

A questo “Vantaggio” di 3.970 euro di maggiori costi si deve aggiungere il costo certo della trattenuta dello 0,35% obbligatoria da pagare se si vuole ottenere un “mutuo agevolato inpdap”.

Tuttavia, mentre il costo del mutuo resterà fisso, il “costo trattenuta” aumenterà di anno in anno con l’aumento dello stipendio secondo gli aumenti ISTAT e del costo della vita.

Costo odierno

Trattenuta 0,35% su stipendio (media nazionale per dipendente – fonte Ragioneria dello stato )

Mensile
12,58 € circa

Costo annuale
151 €

Al 30° anno su uno stipendio medio avremo una trattenuta due volte e mezzo tanto:

Trattenuta mensile 0,35% su stipendio (rivalutazione media annua stipendi del 3% )

Costo medio mensile prevedibile
30,56 €

Costo annuale previsto
366 €

Insomma per poter pagare ad ogni rata 10-20€ di più rispetto ad alcuni mutui concorrenziali dovremo sborsare in 30 anni la modica cifra di:

Valorizzazione Trattenuta mensile 0,35% durante i 30 anni

Costo totale conseguente
7.548 €

Alla fine il nostro “mutuo agevolato” INPDAP sarà costato 11.518 euro in più dello stesso mutuo non agevolato di Banca per la Casa.

Un ulteriore”vantaggio” delle condizioni INPDAP è la certezza del pagamento del mutuo che viene effettuato con la trattenuta dallo stipendio e non tramite un versamento.
Vantaggio che non ci permette di ritardare una rata in caso di necessità o di riconsiderare i tassi o variare le condizioni di pagamento.
I conti… secondo voi tornano?

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